Save L’Oreto

Urban re-naturalization and Urban  water permeation : this is the theme of the three days of study and action held in Palermo last November ( 8 to 10 November 2018) .  Requested by the Committee Save L’Oreto with Giovanni Callea  who, thanks to AIPIN and the Sicily Region, brought Florin Florineth from Vienna and Gioia Gibelli from Milan to Palermo with the sponsorship of EFIB-European Federation of Soil and Water Bioengineering , the AIPIN ( the Italian member of EFIB )  and SIEP Iale, (Italian Society of Ecology of Landscape.)

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With their contribution and comparison with a vast group of local experts, solutions were offered to revitalize the river and for the ecosystem services connected with the river. Three days full of expertise on the river, social participation, confrontation with institutions and laboratory courses, have highlighted, along the river, concreting in the riverbed, landfills, wastewater, building and agricultural abuses. And how it is possible to liberate and renaturalize the river without interfering with the amount of runoff, using papyrus and rushes to purify the water in the riverbed and create rolling basins in flooded urban areas. But this is not enough: the City of Palermo must adopt principles of de-waterproofing the urban fabric in order to face the floods due to its own territory which, having canceled two other rivers (Kemonia and Paireto), no longer has a natural urban drainage. Urban planning must take into account water through ecosystem services which, from a simple general calculation, would lead to a saving of at least about 12 million euros a year improving water quality. A new vision of urban water strategies would therefore defend the city from floods and could be converted into an economy.

The three days also served to catalyze around the Oreto the interest of the Regional Councilor for the Territory and Environment Salvatore Cordaro, who favored the signing of the River Contract between the Municipalities of Palermo, Altofonte and Monreale and entrusted an assignment, just to Florin Florineth for the revitalization of Sicilian rivers. Gianluigi Pirrera also brought Paola Sangalli’s greeting to the conference, which sent word of his willingness to investigate the issue by replicating what had been done for the Urmea River in San Sebastian Donostia, formerly a City of Culture such as Palermo.

A draft law of the Sicilian government on illegal construction bodes well for freeing areas at risk of flooding and even the City of Palermo is preparing to begin planning for areas of urban flooding and principles of hydraulic invariance. Now the Sicily Region and the Municipalities will invest resources for the strategies identified in favor of the rivers envisaged by the new Flood Risk Plan. In other words, new and new arguments for the Oreto River, now a candidate by the FAI to become the Place of the Heart.

Others and new arguments for the hydraulic defense of the City similarly applicable for the cities of Bagheria, Partinico, Catania, Licata to reduce the urban hydraulic risk in favor of the revitalization of their urban rivers (Eleuterio, Nocella, Acquicella, Imera Meridionale, etc).

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Gianluigi Pirrera-Salvatore Cordaro and Florin Florineth Florin Florineth 

Rinaturalizzazione e Deimpermeabilizzazione urbana: questo il tema delle tre giornate di studio e di azione svoltesi a Palermo dall’8 al 10 novembre. Volute dal Comitato Salviamo L’Oreto con Giovanni Callea che, grazie all’AIPIN e alla Regione Sicilia, ha portato a Palermo Florin Florineth da Vienna e Gioia Gibelli da Milano con il patrocinio dell’EFIB e della SIEP Iale, Società Italiana di Ecologia del Paesaggio. Con il loro contributo ed il confronto con un vasto gruppo di esperti locali, sono state offerte soluzioni per rivitalizzare il fiume e per i servizi ecosistemici connessi col fiume. Tre giornate fitte di expertise sul fiume, partecipazione sociale, confronto con le istituzioni e corsi laboratorio, hanno evidenziato, percorrendo il fiume, cementificazioni in alveo, discariche, reflui, abusivismi edilizi ed agricoli. E come sia possibile liberare e rinaturalizzare il fiume senza interferire con la quantità dei deflussi, utilizzare i papiri e i giunchi per depurare in alveo le acque e creare bacini di laminazione in aree urbane inondabili. Ma ciò non è sufficiente: la Città di Palermo deve adottare principi di deimpermeabilizzazione del tessuto urbano per fronteggiare gli allagamenti dovuti proprio ad un territorio che, cancellati altri due fiumi (Kemonia e Paireto), non ha più un naturale drenaggio urbano . L’urbanistica deve tener conto dell’acqua attraverso servizi ecosistemici che, da un semplice calcolo di massima, porterebbero ad un risparmio di almeno circa 12 milioni di euro l’anno migliorando la qualità delle acque. Una nuova visione delle strategie urbane delle acque difenderebbe quindi la città dalle alluvioni e si potrebbe convertire in economia. 

Le tre giornate sono anche servite a catalizzare intorno all’Oreto l’interesse dell’Assessore Regionale Territorio e Ambiente Salvatore Cordaro, che ha favorito la sottoscrizione del Contratto di Fiume tra i Comuni di Palermo, Altofonte e Monreale ed ha affidato un incarico, proprio a Florin Florineth per la rivitalizzazione dei fiumi siciliani. Gianluigi Pirrera ha inoltre portato al Convegno il saluto di Paola Sangalli, presidente EFIB, che ha fatto pervenire la disponibilità a approfondire la tematica replicando quanto attuato per il Fiume Urmea a San Sebastian Donostia, già Città della Cultura come Palermo.

Un disegno di legge del Governo Siciliano sull’abusivismo fa ben sperare per liberare le aree a rischio inondazione ed anche la Città di Palermo si appresta a cominciare a prevedere aree di laminazione delle piene urbane e principi di invarianza idraulica. Ora la Regione Sicilia ed i Comuni investiranno risorse per le strategie individuate a favore dei fiumi previste dal nuovo Piano Rischio Alluvioni. Insomma altri e nuovi argomenti per il Fiume Oreto, oggi candidato dal FAI a divenire Luogo del Cuore.

Altri e nuovi argomenti per la difesa idraulica della Città similmente applicabili per le città di Bagheria, Partinico, Catania, Licata per ridurre il rischio idraulico urbano a favore della rivitalizzazione dei propri fiumi urbani (Eleuterio, Nocella, Acquicella, Imera Meridionale, etc.).

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